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Tipi di parto: conoscerli per una scelta consapevole

Quella è, per la donna, un’esperienza molto potente: in essa si manifesta la sua innata capacità generatrice, e si mostrano competenze e risorse che spesso non conosce e non sa di avere, ma che si rivelano puntualmente al momento opportuno.

Se è vero che non esiste un manuale che ti possa fornire indicazioni certe ed univoche su come sarà il tuo parto, è altrettanto vero che informazione e consapevolezza sono due ottime alleate per prepararti al meglio a quel giorno.

É in quest’ottica che abbiamo pensato a queste righe, sperando che possano esserti utili.Buona lettura, quindi, e buona nascita!

Tipi di parto

Parto spontaneo, naturale e vaginale

Con queste tre parole si definisce il parto che avviene per via vaginale, in maniera spontanea, quindi a seguito di rottura delle acque e contrazioni (anche se non necessariamente in quest’ordine) ed in modo naturale, quindi senza alcun tipo di intervento esterno. In questo tipo di parto non vengono utilizzati, per esempio, forcipi o ventose per aiutare il bambino ad uscire dalla tua pancia. Ricorda: in un parto rispettoso di mamma e bambino non dovrebbe essere fatto nulla a te o a lui senza che ti venga comunicato
tempestivamente. Se per te questa è una cosa importante parlane con l’ostetrica del centro in cui partorirai.

Parto in acqua

Scelto da molte donne perché aiuta a ridurre la sensazione di dolore delle contrazioni, il parto in acqua è possibile nella stragrande maggioranza degli ospedali, ma è naturalmente vincolato al numero delle vasche e delle partorienti che le utilizzano nello stesso momento. Il bambino appena nato avrà un trauma minore perché passerà dall’ambiente acquatico del suo liquido amniotico, all’acqua della piscina. Il parto in acqua è possibile solo in determinate condizioni di travaglio e deve essere prenotato nella struttura dove partorirai. Se pensi che possa fare per te, informati per tempo.

Parto a casa

Quella di partorire in casa è una decisione sicuramente coraggiosa che va ponderata è definita fin nei minimi dettagli. Perché sia assolutamente sicuro ed il più possibile privo di rischi, è fondamentale rivolgersi ad un’equipe ostetrica preparata e competente, che ti segua passo passo durante la gravidanza e sia a tua completa disposizione già dalle settimane prima del parto per affiancarti poi nei primi giorni di vita del tuo bambino. Se sei interessata a questo tipo di parto, ti consigliamo di visitare il sito Nascere in casa, dove troverai tante informazioni e testimonianze che potranno aiutarti a compiere questa importante scelta in maniera serena e molto consapevole.

Parto cesareo

Purtroppo la maggior parte delle persone (comprese le stesse mamme!) è portata a sminuire questo tipo di parto, che in realtà non ha meno valore di un parto naturale… anzi! Si tratta infatti di una vera e propria operazione, che si può effettuare con anestesia totale – se richiesto – ma molto più spesso con anestesia spinale. Durante l’intervento viene effettuata un’incisione che taglia sia la parete addominale che la parte anteriore dell’utero. I tempi di recupero post intervento sono quindi piu lunghi rispetto a quelli di un parto naturale (comunque, salvo imprevisti, la permanenza in ospedale non dovrebbe superare i 5-7 giorni).

Parto vaginale dopo un cesareo

Se hai già avuto uno o più parti cesarei e ora che sei di nuovo incinta vorresti tentare la strada del parto vaginale ci sono buone notizie per te. Il VBAC (dall’acronimo inglese Vaginal Birth After Cesarean) è infatti possibile se è passato almeno un anno dal tuo ultimo parto e se le le tue condizioni fisiche lo permettono. Naturalmente questa scelta deve essere approvata dal tuo medico e dalla tua ostetrica. Per aiutarti a capire se può fare per te ti consigliamo di dare un’occhiata alle linee guida stabilite in merito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

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