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L'Agenda News - Anno III, N. 259 - Lunedì 21 Aprile 2008
Dal lunedì al venerdì
TELEVISIONE

EUROPA 7, LA UE CONFERMA:
«ITALIA VIOLA LA LEGGE».
GIULIETTO CHIESA ATTACCA.
Il commissario europeo per la Concorrenza, Neelie Kroes, è ritornato sul caso Europa 7 - la televisione di proprietà di Francesco Di Stefano in possesso della licenza per trasmettere sul territorio nazionale ma non delle frequenza per farlo - in risposta a una interrogazione presentata da alcuni europarlamentari, tra i quali l'ex corrispondente da Mosca dell'Unità, che plaude alla risposta data e ironizza: «Vedremo ora con quali trucchi si cercherà di mascherare ulteriori violazioni del diritto comunitario».

Il caso Europa 7 - la televisione di proprietà di Francesco Di Stefano in possesso della licenza per trasmettere sul territorio nazionale ma non delle frequenza per farlo - continua a far discutere. Sull'argomento infatti è tornato il commissario alla concorrenza dell'Unione Europea Nellie Kroes, che ha confermato
nella risposta all'interrogazione di alcuni eurodeputati, tra i quali Vittorio Agnoletto, Giovanni Berlinguer e Giulietto Chiesa che l'Italia viola la legislazione europea sulla materia che disciplina la radiodiffusione televisiva, ricordando che la Commissione ha già aperto una procedura d'infrazione contro il nostro Paese.
«Non solo Centro Europa 7 - commenta Chiesa - ha diritto al risarcimento del danno fino a qui subito, a causa delle suddette violazioni, ma continua vieppiù ad avere diritto di usare le frequenze che gli sono state fraudolentemente sottratte, dopo essergli state regolarmente assegnate.
Plaudo alla commissaria Neelie Kroes e all'Europa dei diritti dei cittadini che si fa sentire. Il prossimo governo italiano sarà guidato da un premier che, personalmente, è all'origine di gravi violazioni delle norme europee, che investono il diritto dei cittadini a una informazione libera e pluralistica. Proprietario di una rete che non gli spetta e che non vuole cedere. Vedremo ora con quali trucchi si cercherà di mascherare ulteriori violazioni del diritto comunitario».


INTERROGAZIONE SCRITTA E-0744/08 (dal sito www.giuliettochiesa.it)

di Giusto Catania (GUE/NGL), Roberto Musacchio (GUE/NGL), Umberto Guidoni (GUE/NGL), Claudio Fava (PSE), Monica Frassoni (Verts/ALE), Giovanni Berlinguer (PSE), Pasqualina Napoletano (PSE), Vittorio Agnoletto (GUE/NGL), Vincenzo Aita (GUE/NGL), Luisa Morgantini (GUE/NGL) e Giulietto Chiesa (PSE)

alla Commissione

Oggetto: Sistema di assegnazione delle frequenze radiotelevisive in Italia- Sentenza della Corte di giustizia

Con la recente sentenza della Corte di giustizia dell'UE (C-380/05) sulla disputa dell'assegnazione delle frequenze fra l'emittente italiana Europa 7 e Rete 4, il sistema d'assegnazione delle frequenze radiotelevisive in Italia viene definito come contrario al diritto comunitario.

Secondo la Corte, il regime italiano non rispetta "il principio di libera prestazione di servizi e non segue criteri di selezione obiettivi e trasparenti". La Corte europea dà ragione all'emittente Europa 7 che aveva ottenuto un'autorizzazione a trasmettere a livello nazionale in tecnica analogica, ma non è mai stata in grado di trasmettere perché non sono mai state assegnate le radiofrequenze.

Alla luce del pronunciamento della Corte di giustizia:

Come intende agire la Commissione europea per porre termine alle violazioni riscontrate dalla Corte e fare rispettare il diritto comunitario?

*********************

RISPOSTA DI NEELIE KROES A NOME DELLA COMMISSIONE

Bruxelles, 15 aprile 2007
La sentenza della Corte di giustizia nella causa C-380/05 faceva seguito a una domanda di pronuncia pregiudiziale ai sensi dell'articolo 234 TCE, con cui il giudice nazionale del rinvio, il Consiglio di Stato italiano, poneva una serie di quesiti riguardo alla compatibilità con il diritto comunitario della normativa nazionale che disciplina il settore della radiodiffusione televisiva su frequenze terrestri e, in particolare, del regime transitorio in favore delle reti esistenti.

Il Consiglio di Stato dovrà applicare l'interpretazione del diritto comunitario fornita dalla Corte di giustizia sui fatti della controversia in questione, che riguardano una richiesta di risarcimento del danno che la Centro Europa 7 sostiene di aver sofferto per il fatto che non le sono state assegnate, dai convenuti nella causa principale, le radiofrequenze terrestri in tecnica analogica necessarie per svolgere l'attività di diffusione di programmi radiotelevisivi.

Per quanto concerne la violazione delle direttive relative al nuovo quadro normativo per le reti e i servizi di comunicazione elettronica (1), la Commissione ha avviato nel luglio 2006 una procedura di infrazione contro l'Italia ai sensi dell'articolo 226 TCE, relativamente alla legislazione italiana che disciplina il passaggio dalla tecnica di trasmissione terrestre analogica a quella digitale(2). La Commissione ha portato avanti la procedura di infrazione notificando all'Italia, nel luglio 2007, un parere motivato ai sensi dell'articolo 226 TCE.

Pertanto, occupandosi delle disposizioni nazionali sopra citate nel contesto della procedura di infrazione ai sensi dell'articolo 226 TCE, la Commissione ha già intrapreso un'azione per porre termine alle violazioni e controllerà che la decisione della Corte di giustizia sia pienamente applicata dall'Italia.

Note:
(1) Direttiva 2002/21/CE (direttiva quadro), GU L 108 del 24.4. 2002, direttiva 2002/20/CE (direttiva autorizzazioni), GU L 108 del 24.4.2002, e direttiva 2002/77/CE della Commissione (direttiva concorrenza), GU L 249 del 17.9.2002.
(2) Legge n. 66/01, legge n. 112/04 ("legge Gasparri"), decreto legislativo 177/05 ("il testo unico") e delibera AGCOM 435/01/CONS (”il regolamento”).


Redazione
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21-04-2008
IL TG1 PERDE LA FACCBOOK - La pagina di FaceBook del Tg1 è letteralmente assaltata da lettere di critiche, proteste, insulti, lamentele, richieste di dimissioni del direttore: insomma, un uragano di indignazione sul modo di condurre il telegiornale che si abbatte su quella che un tempo era la maggiore e più autorevole testata televisiva nazionale. Ma non solo nessuno risponde sulle pagine del social network, ma nessuno ne da conto in alcun modo ai telespettatori, in barba alla trasparenza, al fatto che si tratta di una tv pubblica, al rapporto fiduciario tra giornale e lettori. Un blogger telefona inutilmente al Tg1 per avere spiegazioni. Ecco il suo emblematico viaggio tra imbarazzi, silenzi, non risposte.
Rimbalzato su YouTube da antefatto/il fatto quotidiano.



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