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L'Agenda News - Anno III, N. 101 - Lunedì 03 Settembre 2007
Dal lunedì al venerdì
ragazzi totem copia.jpg GIORNALISTI

L'ADDIO A CARLINI
IL “PROF" DEL WEB
Centinaia di persone ai funerali e alla commemorazione del giornalista, scienziato e divulgatore genovese scomparso forse per un infarto nella notte tra giovedì e venerdì. A Genova Valentino Parlato, il direttore del Manifesto Gabriele Poli, Carlo Freccero e decine di giornalisti, giovani, studenti, compagni di strada e lettori di uno dei più apprezzati e attenti commentatori delle nuove frontiere del mondo digitale.

Il libro on-line "Grazie Franco"

Chiesa della Consolazione, in via XX Settembre a Genova, gremita di gente: amici, studenti, colleghi giornalisti, conoscenti e gente che non lo aveva conosciuto se non attraverso i suoi scritti, il cosiddetto “popolo di sinistra”. Il breve ricordo del parroco, gli occhi umidi di pianto di molti, gli abbracci alla moglie Paola e alla sorella Isabella, poi il feretro esce e viene portato via, accompagnato dai parenti, mentre dalla chiesa ci si riversa nella stradina laterale, a fianco al mercato Orientale – via della Consolazione – verso il Cineclub Nickelodeon, dove i “suoi ragazzi” di Totem hanno previsto un incontro per ricordarlo.
Intenso e doloroso addio, quello che Genova ha tributato a Franco Carlini, giornalista, intellettuale, scienziato, saggista, esperto di nuove tecnologie e soprattutto pioniere del web (“Spiegò Internet agli italiani”, ha titolato un quotidiano di destra che alla sua scomparsa ha dedicato in tutto un titolino con 20 righe di testo, contro le paginate di tutti gli altri giornali italiani), scomparso probabilmente per un infarto nella notte tra giovedì 29 e sabato 30 agosto.
Così, sabato 1 settembre, dopo i funerali iniziati puntualmente alle 11,45, verso l'una la sala del Nickeleodeon è strapiena. In prima fila i ragazzi di Totem: Emanuela, Simona, Eva, Raffaele, Carola, Alessandra, Andrea, Francesca, Gabriele, Valentina, Serena, Diego. Ed Elena Visconti, la sua socia, che mischiando il pianto e il riso racconta come vivendo-lavorando nella stessa stanza con un fumatore accanito come Franco, fosse una lotta tutti i giorni: «Mi ha lasciato una bronchite, ma anche la sua giacca appesa lì e la sua presenza incancellabile».
Pochi gli interventi programmati, coordinati dal vecchio amico e collega di scritture sul Manifesto Andrea Rocco: parlano Manuela di Pasqua di Totem, che legge un pezzo di Carlini uscito sul Manifesto; il direttore del quotidiano romano di cui Franco era una delle colonne portanti da sempre, Gabriele Polo («stavamo lavorando assieme a un nuovo progetto di giornale»); Silvio Barbero, fondatore di Slow Food; Rossella Panarese, che in Radio Rai cura la trasmissione scientifica alla quale Carlini collaborava da anni con forte seguito di pubblico («quando si è diffusa la notizia della sua scomparsa siamo stati sommersi da telefonate, fax, e-mail: ho portato qualcosa, ma non me la sento di leggere nulla adesso, scusate»); Giacomo Casarino, docente universitario.
In sala, come in chiesa, molte autorità, giornalisti, personaggi pubblici: Valentino Parlato, uno dei padri fondatori del Manifesto; l'ex direttore di RaiDue e attuale coordinatore del progetto cultura del Comune di Genova Carlo Freccero; il presidente della Provincia di Genova Alessandro Repetto e l'assessore Milò Bertolotto; il consigliere comunale di Rifondazione comunista Arcadio Nacini, anche lui ex Manifesto; il segretario del Partito Comunista dei lavoratori Marco Ferrando; il leader storico dei portuali Amanzio Pezzolo. Ma soprattutto centinaia di giovani, compagni di viaggio e di avventura della poliedrica vita di Franco, che scriveva di tecnologie e mandava e-mail a raffica ai suoi amici e alle sue amiche commentando passi di letteratura oppure poesie in cui sapeva trovare le parole per sottolineare la dolcezza di un'atmosfera agreste o la metafora di una rivoluzione.
Il microfono gira di mano in mano: amici, colleghi, suoi studenti del corso di giornalismo, gente lo aveva conosciuto, persone che avrebbero voluto conoscerlo, tutti con un ricordo personale, un aneddoto (don Andrea Gallo, della Comunità di San Benedetto: «Quando veniva a trovarci, se capitava uno di fuori lo prendeva per uno dei miei ragazzi, mica per un giornalista!), un rimpianto, un motivo per ringraziarlo e una domanda inespressa: perché?

Gianfranco Sansalone
@email

03-09-2007
IL TG1 PERDE LA FACCBOOK - La pagina di FaceBook del Tg1 è letteralmente assaltata da lettere di critiche, proteste, insulti, lamentele, richieste di dimissioni del direttore: insomma, un uragano di indignazione sul modo di condurre il telegiornale che si abbatte su quella che un tempo era la maggiore e più autorevole testata televisiva nazionale. Ma non solo nessuno risponde sulle pagine del social network, ma nessuno ne da conto in alcun modo ai telespettatori, in barba alla trasparenza, al fatto che si tratta di una tv pubblica, al rapporto fiduciario tra giornale e lettori. Un blogger telefona inutilmente al Tg1 per avere spiegazioni. Ecco il suo emblematico viaggio tra imbarazzi, silenzi, non risposte.
Rimbalzato su YouTube da antefatto/il fatto quotidiano.



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GRAZIE FRANCO - Un commosso omaggio al giornalista Franco Carlini, mancato nell'agosto 2007. A cura di Aba News.
GIORNATA DELLA MEMORIA DEI GIORNALISTI UCCISI DA MAFIE E TERRORISMO - Presentato dall'Unione Cronisti Italiani nella cerimonia del 3 maggio 2008 in Campidoglio.

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