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L'Agenda News - Anno III, N. 299 - Martedì 13 Luglio 2010
Dal lunedì al venerdì
INFORMAZIONE

L'ONU: «IL GOVERNO
ABOLISCA O MODIFICHI
IL DDL INTERCETTAZIONI.
PUÒ MINARE LA LIBERTÀ
DI ESPRESSIONE IN ITALIA»
Lo ha fatto sapere il relatore speciale Frank La Rue in un comunicato, ricordando le manifestazioni del 9 luglio e facendo riferimento ai limiti posti al diritto di cronaca. Nel 2011 una missione dell'Onu in Italia per esaminare lo stato della libertà di stampa. Il ministro degli Esteri Frattini: «Sono sconcertato». Capezzone, portavoce Pdl: «L'onu pensi alle dittature».


Il governo italiano deve «abolire o modificare» il progetto di legge sulle intercettazioni perché «se adottato nella sua forma attuale può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia». Lo ha detto il relatore speciale dell'Onu sulla libertà di espressione, Frank La Rue in un comunicato. La Rue si è detto «consapevole» del fatto che il disegno di legge vuole rispondere alle preoccupazioni relative «alle implicazioni della pubblicazione delle informazioni intercettate per il processo giuridico e il diritto alla privacy». Ma ha precisato che «il disegno di legge nella sua forma attuale non costituisce una risposta adeguata a tali preoccupazioni e pone minacce per il diritto alla liberta' di espressione».
Ricordando le manifestazioni contro il progetto di legge del 9 luglio scorso, l'esperto ha quindi raccomandato al governo di non «adottarlo nella sua forma attuale, e di impegnarsi in un dialogo significativo con tutte le parti interessate, in particolare giornalisti e organizzazioni della stampa, per garantire che le loro preoccupazioni siano prese in considerazione». E si è detto pronto «a fornire assistenza tecnica per garantire» che il ddl «rispetti gli standard internazionali dei diritti umani sul diritto alla libertà di espressione».
Secondo il progetto di legge 1415, ricorda la nota, chi non è accreditato come giornalista professionista può essere condannato alla reclusione fino a quattro anni per la registrazione di qualsiasi comunicazione o conversazione senza il consenso della persona coinvolta e la diffusione di tali informazioni. «Una sanzione così severa - ha sottolineato l'esperto - minerebbe seriamente il diritto di tutti gli individui a cercare e comunicare informazioni, in violazione della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, di cui l'Italia è parte». La Rue, incaricato dal Consiglio dei diritti umani dell'Onu di monitorare la situazione del diritto alla libertà di opinione ed espressione nel mondo, ha inoltre espresso preoccupazione per la prevista introduzione di una sanzione per i giornalisti e gli editori che pubblicano materiale intercettato prima dell'inizio di un processo.
«Una tale punizione, che include fino a 30 giorni di carcere ed una sanzione fino a 10.000 euro per i giornalisti e 450.000 euro per gli editori, è sproporzionata rispetto al reato», ha affermato. Inoltre, «queste disposizioni possono ostacolare il lavoro dei giornalisti di intraprendere giornalismo investigativo su questioni di interesse pubblico, quali la corruzione, data l'eccessiva durata dei procedimenti giudiziari in Italia, sottolineata a più riprese dal Consiglio d'Europ», ha osservato La Rue.
Una missione dell'Onu in Italia, nel 2011, per esaminare la situazione della libertà di stampa e il diritto alla libertà di espressione: è quanto inoltre auspicato da Frank La Rue, incaricato dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite di monitorare la situazione del diritto alla libertà di opinione e di espressione nel mondo. La Rue auspica sul tema della libertà di stampa l'avvio di discussioni tra l'Onu e il governo italiano.
«Sono fortemente sconcertato e sorpreso per la posizione del rappresentante dell'Onu sul ddl intercettazioni», ha detto dal canto suo il ministro degli Esteri Franco Frattini, spiegando che in «tutti i paesi democratici il Parlamento è sovrano e decide». E comunque, ha aggiunto, «le proposte legislative prima vanno lette».
«Da antico e convinto militante dei diritti umani e civili, della libertà e della democrazia nel mondo - ha commentato invece Daniele Capezzone, portavoce del Pdl - troverei utile che i funzionari dell'Onu, guatemaltechi e non, dedicassero il loro tempo a contrastare le dittature, che troppo spesso dettano legge, o trovano comunque sostegno e copertura, anche nei comportamenti del Palazzo di Vetro. Lo sanno bene gli oppressi di tanti regimi, che in troppe occasioni hanno dovuto fare i conti con i comportamenti e le scelte di questo o quell'organo, di questo o quell'ufficio, di questo o quel funzionario delle Nazioni Unite. È invece paradossale che si entri nei processi legislativi di uno Stato libero e democratico. Ed è ancora più paradossale, proprio in tema di stampa ed espressione, che si faccia finta di non vedere che in nessun Paese dell'Occidente avanzato esiste un malvezzo di pubblicare lenzuolate di intercettazioni, in spregio della legge, in clamorosa violazione del segreto istruttorio, travolgendo i diritti dei cittadini, come invece continua ad accadere in Italia. Mi auguro che la politica italiana tutta, maggioranza e opposizione, abbia dignità sufficiente per respingere accuse inverosimil».

Ansa
@email

13-07-2010
IL TG1 PERDE LA FACCBOOK - La pagina di FaceBook del Tg1 è letteralmente assaltata da lettere di critiche, proteste, insulti, lamentele, richieste di dimissioni del direttore: insomma, un uragano di indignazione sul modo di condurre il telegiornale che si abbatte su quella che un tempo era la maggiore e più autorevole testata televisiva nazionale. Ma non solo nessuno risponde sulle pagine del social network, ma nessuno ne da conto in alcun modo ai telespettatori, in barba alla trasparenza, al fatto che si tratta di una tv pubblica, al rapporto fiduciario tra giornale e lettori. Un blogger telefona inutilmente al Tg1 per avere spiegazioni. Ecco il suo emblematico viaggio tra imbarazzi, silenzi, non risposte.
Rimbalzato su YouTube da antefatto/il fatto quotidiano.



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