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L'Agenda News - Anno III, N. 297 - Giovedì 08 Luglio 2010
Dal lunedì al venerdì
TELEVISIONE

COMPENSI RAI
L'ANTITRUST: DISTINGUERE
SERVIZIO PUBBLICO
E ATTIVITÀ COMMERCIALE
Ok alla pubblicazione di quanto guadagnano conduttori e ospiti, ma senza creare distorsioni sul mercato riducendo la capacità competiva dell'azienda. Ovvero offrendo informazioni preziose alla concorrenza.

Bene la pubblicazione dei compensi dei conduttori e degli ospiti, ma per farlo bisogna prima distinguere fra l'attività commerciale e il servizio pubblico, altrimenti si rischiano la riduzione della capacità competitiva della Rai e dunque una distorsione sul mercato. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha inviato una segnalazione al Ministro dello Sviluppo Economico e alla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi sulla pubblicizzazione dei compensi in Rai, in cui rileva che «l'obbligo di rendere pubblici nei titoli di coda dei programmi radio e tv i compensi di conduttori, ospiti, opinionisti, e i costi di produzione dei format è importante per assicurare la trasparenza del servizio pubblico ma, per evitare effetti distorsivi della concorrenza, occorre che questo venga distinto dalle attività commerciali della Rai».
L'Autorità, informa una nota, «ricorda di avere più volte sollecitato una netta distinzione - in termini di assetti proprietari, profili organizzativi e modalità di gestione e di finanziamento - tra le attività rientranti nel servizio pubblico radiotelevisivo, fondamentale per garantire il pluralismo dell'informazione, e quelle connotate da una vocazione prettamente commerciale. Tale distinzione non è però avvenuta: per questo, nonostante le comprensibili esigenze di responsabilizzazione e trasparenza del servizio pubblico, l'obbligo di rendere noti i compensi creerebbe un'evidente asimmetria nel settore televisivo e potrebbe ridurre la capacità competitiva della Rai nell'acquisire e trattenere le risorse, soprattutto umane».
La Rai infatti sarebbe l'unico operatore obbligato a pubblicizzare i propri costi, e non si può ipotizzare di estendere l'obbligo della pubblicizzazione dei compensi a tutti gli operatori televisivi perché «una soluzione di questo tipo creerebbe un'artificiale e generalizzata conoscenza delle condizioni alle quali le imprese attive nel settore televisivo realizzano i propri prodotti, ponendo le basi per condotte di mercato lesive della concorrenza».

www.helpconsumatori.it

Help Consumatori
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08-07-2010
IL TG1 PERDE LA FACCBOOK - La pagina di FaceBook del Tg1 è letteralmente assaltata da lettere di critiche, proteste, insulti, lamentele, richieste di dimissioni del direttore: insomma, un uragano di indignazione sul modo di condurre il telegiornale che si abbatte su quella che un tempo era la maggiore e più autorevole testata televisiva nazionale. Ma non solo nessuno risponde sulle pagine del social network, ma nessuno ne da conto in alcun modo ai telespettatori, in barba alla trasparenza, al fatto che si tratta di una tv pubblica, al rapporto fiduciario tra giornale e lettori. Un blogger telefona inutilmente al Tg1 per avere spiegazioni. Ecco il suo emblematico viaggio tra imbarazzi, silenzi, non risposte.
Rimbalzato su YouTube da antefatto/il fatto quotidiano.



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WALTER TOBAGI, GIORNALISTA - Antologia di scritti dell'editorialista del Corriere della Sera ucciso dai terroristi. Edizione Associazione Lombarda Giornalisti, di cui era Presidente.
GRAZIE FRANCO - Un commosso omaggio al giornalista Franco Carlini, mancato nell'agosto 2007. A cura di Aba News.
GIORNATA DELLA MEMORIA DEI GIORNALISTI UCCISI DA MAFIE E TERRORISMO - Presentato dall'Unione Cronisti Italiani nella cerimonia del 3 maggio 2008 in Campidoglio.

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