«NO STRADA CRAXI» ALLA MORATTI E A NAPOLITANO LE PRIME MILLE FIRME DAL SITO GENOVESE
La petizione lanciata in rete da un gruppo di cittadini, slegati da partiti e organizzazioni, per impedire l'intitolazione di luoghi pubblici al dirigente socialista «morto da latitante», di cui il sindaco di Milano vuole celebrare il decennale dedicandogli una via o una piazza, ha raggiunto una prima tappa. I promotori stanno organizzando una prima consegna delle adesioni al Quirinale e a Palazzo Marino. Moltissimi i lombardi e i milanesi tra i firmatari. La maggior parte è gente comune, con qualche nome noto: Gianna Schelotto, Edoardo Sanguineti, Renata Pisu, Adriano Sansa, Andrea Liberovici, Massimiliano Damerini, Vittorio Flick, Bruno Gabrielli, Ivo Milazzo, Sandro Lorenzini... FIRMA QUI
«Dopo le prime mille firme consegneremo la petizione al sindaco di Milano, Letizia Moratti, e al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Quindi non smetteremo di sollecitare i cittadini perché continuino a sottoscrivere, da tutt'Italia, il nostro appello pubblicato su Internet, affinché nessun luogo pubblico venga intitolato a Bettino Craxi e ci auguriamo che a nessuno venga in mente di invitare il Presidente della Repubblica a partecipare ad alcuna cerimonia istituzionale di commemorazione di una persona che – ad di là dei meriti politici e delle comprensibili aspirazioni dei familiari – è morto da latitante per non finire in galera con sentenze passate in giudicato per gravi reati». Caterina Fasolini rende così, in poche parole, il punto della situazione. Erano partiti alla chetichella i quattro promotori genovesi della petizione “Craxi, una cattiva strada”, messa in rete nel tardo pomeriggio di martedì 5 gennaio - di cui il nostro quotidiano l'Agenda News ha dato notizia in anteprima - nel sito “No strada Craxi” (www.bruick.it/nostradacraxi/), e lunedì 11, quota mille è stata raggiunta alle 16,20 esatte. Oggi a mezzogiorno, i nomi segnati sotto la petizione lanciata dal capoluogo ligure si avviano verso i milleduecento e la delegazione si organizza per partire verso il Quirinale a Roma e verso Palazzo Marino a Milano. «Abbiamo avviato – dicono gli avvocati Alfredo Di Silvestro e Armando Roccella – le procedure per consegnare questa prima tranche di firme al Presidente Napolitano e al sindaco Moratti. Abbiamo fiducia di riuscire a farlo nel giro di un paio di giorni, anche se le firme avranno superato la cifra simbolica delle prime mille». Buona parte dei firmatari per il momento sono liguri (soprattutto genovesi, ma anche spezzini e savonesi; in ultima posizione gli imperiesi, provincia del ministro Scajola). Ma non mancano affatto – anzi – i lombardi, con in testa i milanesi; i toscani, i piemontesi, i napoletani, emiliani e romagnoli, veneti, sardi, calabresi, siciliani, pugliesi, laziali... con qualche puntata dall'estero (Austria, Gran Bretagna, Germania, Usa, Australia, Belgio, India, Danimarca...) Promotori dell'iniziativa quattro cittadini genovesi: Caterina Di Martino Fasolini, che si autodefinisce «casalinga anomala», in realtà volto notissimo in città per i suoi molteplici impegni sociali (è fra l'altro presidente degli Amici del Festival della Scienza, dell'Associazione culturale GenovaFa e vice Presidente del Fondo Terapia tumori “Clotilde Rubiola”), i due avvocati Alfredo Di Silvestro e Armando Roccella e l'addetta stampa e organizzatrice di eventi - ex programmista regista Rai - Ginni Gibboni. «La cosa che colpisce – dice quest'ultima, che si occupa anche della parte operativa del sito – è la fortissima presenza di firme che arrivano dalla Lombardia e soprattutto da Milano: come se questa petizione fosse un luogo aperto per esprimere il dissenso, al di là delle posizioni politiche personali, sulla decisione di fare della loro città quasi un esperimento per far passare il concetto che il tempo lava anche le responsabilità più pesanti. Questo è un segnale molto significativo, a maggior ragione con i tempi che corrono». Nell'ormai consistente elenco di firme che si leggono sul sito, fra i tantissimi nomi comuni, ogni tanto uno noto o stranoto: la psicologa Gianna Schelotto; il poeta Edoardo Sanguineti; la giornalista e scrittrice Renata Pisu; il presidente del Tribunale dei minori ed ex sindaco di Genova, Adriano Sansa; il regista e compositore Andrea Liberovici; il pianista Massimiliano Damerini; il manager Vittorio Flick, gambizzato dalle Br negli di piombo, all’epoca dirigente dell’Alfa Romeo; l'arch. Bruno Gabrielli; lo scrittore Giovanni Meriana, ex assessore comunale alla cultura nella giunta guidata proprio da Sansa; il fumettista Ivo Milazzo, padre grafico di Ken Parker e altri personaggi di successo; lo scultore Sandro Lorenzini, autore di opere acquistate dai più prestigiosi musei di arte ceramica del mondo; Ferruccio Giromini, giornalista critico dell'immagine e organizzatore di eventi culturali autore per numerose case editrici; la gallerista Piera Gaudenzi e poi ancora intellettuali, docenti universitari, giornalisti, industriali e imprenditori, e così via. «Ma il dato più significativo – per Caterina Fasolini – rimane la fortissima presenza delle persone comuni, quelle che con il loro nome stanno testimoniando ogni giorno il loro senso civico, la loro indignazione per questa operazione che è partita da Milano e sta facendo proseliti in altre città italiane. Colpisce il senso di rispetto del Paese che è di tutti e al quale si vuole restituire il giusto silenzio e la dignità. Noi non abbiamo fatto grandi proclami, non abbiamo partiti o organizzazioni alle spalle, siamo un gruppo di cittadini che hanno deciso di rendere pubblico il fatto che non tollerano un'offesa del genere e si sono rivolti agli italiani che pensano che questa sia un'offesa, al di là di convinzioni, convenzioni e ideologie. Non si può premiare la memoria di un uomo condannato per reati gravi, scappato dall'Italia per sottrarsi alla giustizia, morto latitante e definire tutto questo un comportamento meritorio. Qui si sta perdendo il senso della misura, e qualcuno deve pur dirlo».
IL TG1 PERDE LA FACCBOOK - La pagina di FaceBook del Tg1 è letteralmente assaltata da lettere di critiche, proteste, insulti, lamentele, richieste di dimissioni del direttore: insomma, un uragano di indignazione sul modo di condurre il telegiornale che si abbatte su quella che un tempo era la maggiore e più autorevole testata televisiva nazionale. Ma non solo nessuno risponde sulle pagine del social network, ma nessuno ne da conto in alcun modo ai telespettatori, in barba alla trasparenza, al fatto che si tratta di una tv pubblica, al rapporto fiduciario tra giornale e lettori. Un blogger telefona inutilmente al Tg1 per avere spiegazioni. Ecco il suo emblematico viaggio tra imbarazzi, silenzi, non risposte.
Rimbalzato su YouTube da antefatto/il fatto quotidiano.
DDL ALFANO: SE LO CONOSCI LO EVITI - Il quaderno Unci sui pericoli per la libertà d'informazione e la democrazia del provvedimento del ministro della Giustizia. LA PROPOSTA DI RIFORMA DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI - Il documento approvato dal Consiglio Nazionale a Positano nell'ottobre 2008. WALTER TOBAGI, GIORNALISTA - Antologia di scritti dell'editorialista del Corriere della Sera ucciso dai terroristi. Edizione Associazione Lombarda Giornalisti, di cui era Presidente. GRAZIE FRANCO - Un commosso omaggio al giornalista Franco Carlini, mancato nell'agosto 2007. A cura di Aba News. GIORNATA DELLA MEMORIA DEI GIORNALISTI UCCISI DA MAFIE E TERRORISMO - Presentato dall'Unione Cronisti Italiani nella cerimonia del 3 maggio 2008 in Campidoglio.
Aba Comunicazione Srl - Viale Sauli, 5/4 – 16121 Genova
C.F. / R.I. GE / P. Iva 03786450100 - REA Ge 379407 Cap. Soc. € 10.400,00