EDITORIA
VERTENZE GIORNALI:
NEL BIENNIO 2009-2010
ALMENO 1.300
I GIORNALISTI
COINVOLTI NELLA CRISI
Mentre nel nuovo anno una stima del segretario generale Fnsi parla di almeno 700 uscite dalla produzione, fino a novembre erano circa 600 i prepensionati, cassintegrati e con contratti di solidarietà. Il bollettino di guerra, aggiornato a dicembre testata per testata, delle vertenze aperte, stilato da uno dei vice segretari della Federazione Nazionale della Stampa impegnati sul fronte delle trattative. I frutti positivi della strategia del sindacato a fronte di ristrutturazioni pesantissime.
Duemilanove, un anno durissimo, l’intero settore editoria è in crisi, ad oggi una trentina di società editoriali hanno fatto ricorso alle leggi sugli ammortizzatori sociali per esodi “strutturali”, quindi definitivi. Il Dipartimento sindacale della Fnsi, insieme con i Comitati di Redazione, è impegnato ogni giorno su più tavoli di confronto in sede aziendale, Fieg e ministero del Lavoro, per ridurre le richieste contenute nei “piani di riorganizzazione in presenza di crisi”, avanzate dalle aziende. Nella stragrande maggioranza dei casi, l’esame dei bilanci e dei piani aziendali segnala un’assoluta carenza di progettualità sul “modello giornale” a fronte di una volontà precisa di scaricare costi sulla categoria e sullo Stato attraverso gli stati di crisi.
La pesante contabilità della crisi ci dice che
a fine novembre si sfiorava quota 600, tra prepensionamenti, cassa integrazione straordinaria, in deroga, e contratti di solidarietà.
Il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, ha stimato in
almeno 700 forse più, i colleghi che lasceranno le aziende entro la fine del 2010. Se non fosse stato per il tempestivo intervento della Fnsi e dell’Inpgi sul governo per eliminare gli abbattimenti sui prepensionamenti, questi colleghi lascerebbero le aziende con pensioni falcidiate. Mentre oggi possiamo parlare di sostanziale tenuta dei livelli pensionistici della categoria. Comunque di molto superiori alle pensioni che avranno i colleghi che oggi si affacciano alla professione. L’attività politica congiunta Fnsi-Inpgi ha inoltre fatto sì che il governo abbia posto il peso dei prepensionamenti a carico della fiscalità generale e non dell’Inpgi. Due risultati fondamentali che attenuano l’impatto che è, e sarà, comunque doloroso sull’occupazione giornalistica. Da queste considerazioni emerge chiara la necessità che si faccia il punto sul settore. Che il governo mantenga gli impegni presi, di fare al più presto gli Stati generali dell’Editoria, per individuare gli strumenti di sostegno all’editoria all’altezza della situazione. Una politica di mero taglio dei costi attraverso la legge 416 non paga, non è in grado di mettere in campo una strategia e gli strumenti adatti all’uscita dalla crisi.
Nel dettaglio, la lunga lista delle richieste di attivazione della legge 416, si apre il 21 gennaio 2009 con il piano di riorganizzazione dell’
Agenzia Italia, una trattativa difficile tra azienda, Cdr, Fnsi e Fieg, che si chiude il 28 ottobre al Ministero del lavoro con un accordo per 19 esodi gestiti con pensionamenti di vecchiaia, di anzianità e prepensionamenti. Al
Grh,
Il Gambero Rosso sono tre i colleghi che saranno in Cigs per 12 mesi. La verifica del piano di riorganizzazione si terrà il 27 marzo 2010.
Il Gazzettino (
Gruppo Caltagirone) chiude una lunga vertenza l’8 luglio scorso al ministero del Lavoro con 19 esodi ex art 1 e due art 2, ottenendo una riduzione delle richieste pari a 4 articoli 1 e un articolo 12. In più, si disegna un percorso di stabilizzazione per alcuni precari
Unità interessati da cause di lavoro. Il Cdr del
Mattino di Napoli (
Gruppo Caltagirone) invece taglia fuori la Fnsi e l’Assostampa campana e firma l’accordo al Ministero il 22 giugno, del quale non si conoscono i dettagli. Il piano prevedeva eccedenze per 25 art. 1, 5 articoli 2, due art. 12 e l’estromissione dei colleghi assunti con contratti a termine. Sempre il
Gruppo Caltagirone mette a segno un importante piano di riorganizzazione in presenza di crisi per 38 esuberi a
Il Messaggero. Accordo siglato al Ministero l’11 settembre. La richiesta era di 48 eccedenze. La trattativa condotta con la Fnsi ha portato ad una riduzione di dieci eccedenze.
Il primo di ottobre si chiude al ministero l’accordo per 4 eccedenze all’
Eco di Bergamo, dimezzando le richieste dell’azienda (8 eccedenze), mentre il 30 luglio si raggiunge l’accordo per 8 esuberi, su 10 richiesti, a
La Prealpina.
La Provincia di Como presenta un piano per 9 esuberi; alla fine della trattativa ne usciranno 3. L’accordo porta la data del 30 luglio scorso. Saranno 17 i colleghi dell’
Unità ad accedere alla Cigs, prevista dalla 416 (accordo il 26 maggio). Mentre l’accordo a
Liberazione (siglato il 22 luglio) prevede il contratto di solidarietà al 50% per tutti i giornalisti. Il piano di
Rifondazione chiedeva 19 esuberi. Contratto di solidarietà, al 20%, anche al
Nuovo Giornale di Bergamo.
Ma la legge 416 apre varchi anche ad aziende ricche e monopoliste dell’informazione sul territorio come
Athesis, che coglie l’occasione per presentare un piano di tagli per 12 colleghi a
L’Arena di Verona e per 8 al
Giornale di Vicenza. Trattativa serrata che si chiude il 12 novembre al Ministero del lavoro con un accordo che prevede 7 uscite all’
Arena e 5 al
Giornale di Vicenza. Fnsi, Sindacato regionale e Cdr ottengono anche l’apertura di un tavolo per la discussione dei compensi ai collaboratori.
Il 3 luglio si raggiunge un accordo alla Regione Lazio per il contratto di solidarietà a
La Cuba. Il 20 luglio è il Cdr de
La Stampa a raggiungere l’accordo in Fieg sul piano di crisi; 34 colleghi lasceranno il quotidiano torinese. Ma una ventina se ne andranno senza accedere alla 416, attraverso esodi incentivati. Un terzo circa dell’organico del giornale. Il 3 agosto l’accordo sui 34 giunge per la firma al Ministero del lavoro.
Il 9 settembre arriva il più consistente tra i piani di riorganizzazione che riguardano i quotidiani. Si tratta de
La Repubblica, l’accordo sottoscritto al Ministero prevede esodi per 84 giornalisti nell’arco di 12 mesi. Il piano prevedeva 102 eccedenze da gestire in 24 mesi. All’
Espresso se ne andranno in otto. Contratto di solidarietà invece a
Mag Editoriale DNews, che riguarderà 9 colleghi. Il
Pcdi invece sceglie la cassa integrazione a rotazione per otto colleghi de
La Rinascita della Sinistra. Il Piano di interventi in presenza di crisi aziendale del
Gruppo Conti Editore viene presentato il 7 luglio, con la richiesta di 17 esuberi. Ne segue una lunga trattativa che si chiude il 30 ottobre al Ministero e riduce a 5 prepensionamenti e 8 colleghi in cassa integrazione con una verifica a due anni per il rientro.
Tuttosport apre lo stato di crisi il 25 giugno chiedendo l’ammortizzatore per 19 giornalisti, dei quali 17 sono articoli 1, definiti in esubero. La dura trattativa tra azienda e Fieg da una parte e Cdr e Fnsi dall’altra, si chiude al Ministero il 19 ottobre con il prepensionamento di 5 giornalisti.
Dopo
Repubblica, arrivano
Rcs Quotidiani,
Il Corriere della Sera e la
Gazzetta dello Sport. Il 16 novembre l’accordo al Ministero del Lavoro prevede 47 esodi al
Corriere, ma tutti hanno il requisito della volontarietà, e 20 alla
Gazzetta, esodi solo volontari per il primo anno, mentre nel secondo l'Azienda può collocare chi ha i requisiti per pensionamento o prepensionamento in Cigs.
Rcs Periodici, il 14 ottobre apre la procedura presentando un piano di riorganizzazione che prevede 82 eccedenze. L’11 novembre si raggiunge un’intesa per 34 colleghi (erano 41 ma 7 sono già usciti incentivati). Uscite volontarie per i primi otto mesi, quindi collocamento in Cigs per chi abbia raggiunto i requisiti.
Il 25 novembre accordo con le
Edizioni S. Paolo, per
Famiglia Cristiana, se ne vanno in sette a fronte di una richiesta di 11 esuberi.
Siamo all’epilogo per la
Periodici Arnoldo Mondadori che il 14 ottobre avvia un piano per un’ottantina di esuberi e chiude l’accordo con il Cdr e la Fnsi il 17 novembre al ministero per 52 prepensionamenti graduali (a seconda della maturazione dei requisiti) e 10 pensioni di vecchiaia. Un prepensionamento è l’esito della procedura alla
Hearst Mondadori.
A
Metro i prepensionamenti saranno due come prevede l’accordo firmato dalle parti al Ministero il 12 novembre. Ma l’azienda ne voleva 11.
L’Editoriale Bologna Rete 7 affronta la crisi tentando un affondo sull’occupazione per 18 giornalisti bloccato dal sindacato che indirizza la situazione verso il contratto di solidarietà.
La Padania invece sceglie la via dei licenziamenti collettivi al termine dei due anni di cassa integrazione, per 10 giornalisti. La Fnsi non ci sta, in sede di Regione Lombardia si ratifica quindi un mancato accordo tra le parti sociali e l'Editore chiede, a fine anno, un prolungamento di 24 mesi della Cigs, sempre per gli stessi giornalisti.
Diciassette i colleghi per i quali
Hachette Rusconi ha ottenuto con accordo sindacale al ministero, l’attivazione della cassa integrazione, a fronte di una richiesta di 20 unità in esubero. Il Cdr del
Quotidiano di Calabria sottoscrive (senza la Fnsi e il Sindacato dei Giornalisti della Calabria, che non firmano) il 29 settembre, un accordo alla Regione per un contratto di solidarietà difensiva. In questi giorni si sta definendo anche il contratto di solidarietà per il
Quotidiano della Basilicata. Saranno interessati 19 colleghi. Il Cdr, in questo caso, invece è assistito dall’Associazione stampa, che approva l’accordo in Direttivo.
A
Radio Popolare, il 16 novembre accordo sulla cassa integrazione in deroga a rotazione al 10% per tutti i colleghi. Il 23 novembre accordo al ministero del Lavoro per 3 esodi ex legge 416 alla
Cooperativa “19 luglio” editrice del
Corriere del Giorno di Puglia e Basilicata.
In questi giorni sono avviate le trattative per i piani di riorganizzazione alle Edizioni del
Roma, (4 esodi richiesti) e all’
Ansa, dove è stato raggiunto un accordo tra Cdr e azienda per 55 esuberi (il piano ne prevedeva 70). Accordo che dovrà essere vagliato dalle parti sociali in sede Fieg e poi al ministero del Lavoro. Ventidue sono gli esuberi richiesti nel piano di riorganizzazione della
Domus. Piano respinto dall’assemblea dei giornalisti e avvio di una complessa trattativa, non ancora conclusa, per ottenere una rotazione della Cigs.
Accordo raggiunto invece per il
Gruppo Food: a fronte di una decina di esuberi è stato stipulato il 18 dicembre un contratto di solidarietà biennale al 50% per i 23 giornalisti.
La trattativa tra Cdr e azienda sul piano di crisi al
Sole 24Ore, che prevedeva esodi per oltre una quarantina di colleghi, si è conclusa con un accordo che prevede 25 uscite "obbligate" (chi raggiunge i 60 anni nel biennio e gli art. 33) più 12 volontarie (i nati nel 1952 e nel 1953). Ora l’accordo passa al vaglio di Fnsi e Fieg per poi approdare al ministero del Lavoro.
Ancora in corso invece la trattativa con
Reed Business, che ha deciso di chiudere 27 testate e avviato licenziamenti collettivi per 18 giornalisti su 24.
Il Dipartimento sindacale della Fnsi e i segretari delle Associazioni regionali di stampa, in particolare quelle di Roma e Milano, dove si concentrano il maggior numero di aziende, sono impegnati a tempo pieno sul fronte dei piani di riorganizzazione. Un lavoro enorme che sta sulle spalle di poche persone, in primo luogo dei vicesegretari nazionali
Luigi Ronsisvalle, Daniela Stigliano, Guido Besana, Enrico Ferri, e di
Marco Gardenghi, Fabio Azzolini, Lucia Visca. Assistiti tecnicamente dal dirigente del Dipartimento sindacale,
Giampaolo Gozzi.
L'autore è vice presidente della Fnsi
www.fnsi.it
Enrico Ferri
@email
31-12-2009