ISF: «A TEHERAN IN ATTO UN COLPO DI STATO. CHIUSO UN ALTRO GIORNALE»
Con comunicato stampa, Information Safety and Freedom (http://www.isfreedom.org), organizzazione per la libertà di stampa nel mondo, prende posizione sulla pesantissima situazione iraniana, denuncia la chiusura del quotidiano "Etemad-e-Mell" (Fiducia Nazionale), la richiesta della milizia Basiliji alla Procura di perseguire Hossein Mousavi per "disturbo alla sicurezza nazionale" e le preoccupanti condizioni del giornalista Saeed Hajjarian arrestato il 15 giugno e torturato. Più di mille i cittadini arrestati nel corso delle manifestazioni e sottoposti a tortura.
Information Safety and Freedom, organizzazione per la libertà di stampa nel mondo, prende posizione sulla pesantissima situazione in Iran. «A Teheran - si legge in un comunicato stampa diffuso oggi - è in atto un colpo di Stato. il governo di Ahmadinejad è illegittimo». E ancora: «Le autorità iraniane hanno decretato oggi la chiusura del quotidiano Etemad-e-Mell'i (Fiducia Nazionale), organo del candidato riformista Mehdi Karroubi, colpevole di aver definito il governo di Mahmut Ahmadinejad ‘"illegittimo" a causa dei brogli elettorali. Contemporaneamente, si apprende che la Milizia Basij avrebbe inviato un esposto alla Procura Generale dove si chiede di perseguire il candidato Hossein Mousavi per "disturbo alla sicurezza nazionale" per le proteste e le manifestazioni a cui ha partecipato. Il giornale di Mousavi, Kalameh Sabz (Mondo verde), era già stato chiuso nei giorni scorsi. La persecuzione di candidati alle elezioni parlamentari è un evidente atto eversivo delle regole basilari della Repubblica e manifestano l’intenzione del presidente Ahmadinejad e delle forze militari a lui legate di attuare un colpo di Stato che elimini qualunque forma di opposizione e di dissenso nel Paese, instaurando di fatto un regime dittatoriale che prescinde dalla volontà popolare. È un dato di fatto di fronte agli occhi di tutti, di cui la Comunità Internazionale non può non prendere atto. Segnaliamo inoltre la grottesca richiesta del capo della polizia iraniana all’Interpol di emettere un mandato di cattura nei confronti del dottor Arash Hejazi che tentò di soccorrere Neda Agha Soltan, la giovane rimasta uccisa nel corso delle proteste a Teheran. Rilanciamo inoltre l’appello di Human Rights Group riguardo le preoccupanti condizioni di Saeed Hajjarian, giornalista e consigliere di Karroubi, arrestato il 15 giugno scorso e sottoposto a violente pressioni per ottenere da lui una confessione. Hajjarian, che fu responsabile dell’intelligence e primo consigliere del presidente riformista Khatami, è disabile a seguito di un attentato organizzato dalla milizia Basij nel 2000 e necessita di cure mediche. Le torture potrebbero ucciderlo. Negli anni successivi, da giornalista, è stato uno dei principali sostenitori della politica riformista e ha denunciato la lunga serie di delitti che costò la vita a circa un centinaio di intellettuali della cerchia di Khatami. Secondo il capo della Polizia, sono più di mille i cittadini iraniani arrestati nel corso delle manifestazioni. Molti di loro sono attualmente sottoposti a tortura. A rischio soprattutto i giornalisti».
IL TG1 PERDE LA FACCBOOK - La pagina di FaceBook del Tg1 è letteralmente assaltata da lettere di critiche, proteste, insulti, lamentele, richieste di dimissioni del direttore: insomma, un uragano di indignazione sul modo di condurre il telegiornale che si abbatte su quella che un tempo era la maggiore e più autorevole testata televisiva nazionale. Ma non solo nessuno risponde sulle pagine del social network, ma nessuno ne da conto in alcun modo ai telespettatori, in barba alla trasparenza, al fatto che si tratta di una tv pubblica, al rapporto fiduciario tra giornale e lettori. Un blogger telefona inutilmente al Tg1 per avere spiegazioni. Ecco il suo emblematico viaggio tra imbarazzi, silenzi, non risposte.
Rimbalzato su YouTube da antefatto/il fatto quotidiano.
DDL ALFANO: SE LO CONOSCI LO EVITI - Il quaderno Unci sui pericoli per la libertà d'informazione e la democrazia del provvedimento del ministro della Giustizia. LA PROPOSTA DI RIFORMA DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI - Il documento approvato dal Consiglio Nazionale a Positano nell'ottobre 2008. WALTER TOBAGI, GIORNALISTA - Antologia di scritti dell'editorialista del Corriere della Sera ucciso dai terroristi. Edizione Associazione Lombarda Giornalisti, di cui era Presidente. GRAZIE FRANCO - Un commosso omaggio al giornalista Franco Carlini, mancato nell'agosto 2007. A cura di Aba News. GIORNATA DELLA MEMORIA DEI GIORNALISTI UCCISI DA MAFIE E TERRORISMO - Presentato dall'Unione Cronisti Italiani nella cerimonia del 3 maggio 2008 in Campidoglio.
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