INFORMAZIONE & POTERE
IRAN: ANNULLATA
LA PROTESTA
DEI GIORNALISTI
DIFFUSO SU FACEBOOK
IL NUOVO PROGRAMMA
DI LOTTA DEI VERDI
In un'intervista a Radio Farda, la presidente dei giornalisti iraniani, Badr Sadat Mofidi, ha annunciato l'annullamento della giornata di protesta intetta per domani, giovedì, per evitare ripercussioni sui colleghi in carcere. Oggi non sono usciti diversi giornali per la censura. Reperters sans Frontières: «L'Iran è il più grande carcere di ciornaisti del mondo». Intanto la studentessa Fatemeh Karimi ci fa sapere di non poter comunicare con noi: telefoni e web sono sotto controllo, molti studenti sono stati arrestati, il movimento si riorganizza mentre su Facebook circola un documento che si dice ispirato da Mousavi con gli appuntamenti dei prossimi giorni. Hacker in azione sia per il governo sia per gli oppositori. I giovani: «Chiediamo aiuto all'estero»
Il sindacato dei giornalisti iraniani ha annullato la giornata di protesta indetta per domani, giovedì, in segno di solidarietà con i colleghi incarcerati dal regime e per denunciare la censura e la presenza costante della polizia nelle redazioni e nelle tipografie. Lo ha annunciato la presidente del sindacato, Badr Sadat Mofidi, in un'intrevista a
Radio Farda: «Si è creato un grave problema di sicurezzaper igiornalistiincarcerati,e la paura di nuovi arresti fra quelli che avrebero partecipato alla protesta». La giornalista ha aggiunto che la decisione è stata presa dopo una telefonata intimidatoria giunta al sindacato e ha detto che le forze di sicurezza controllano costantemente letipografie, senza alcun mandato della magistratura, intervengono con censure e in alcune occasioni impediscono la stampa delle testate.
Il giornale
Sedaie Edalat (La Voce della Giustizia) come
Etemad Melli (Fiducia del Popolo, fondatore Karruobi, legato alpartito omonimo) oggi, mercoledi, non sono potuti uscire.
Secondo altre fonti di
Radio Farda anche il giornale
Hayate Nou (Nuova Vita) oggi non è uscito.Reporter Senza Frontiere afferma che «l'iran è il più grande carcere di giornalisti al mondo».
Intanto, dopo l'euforia dei primi giorni dopo le elezioni, quando sembrava che i telefonini le telecamere e le macchine fotografiche digitali, il web con Twitter, Facebook e gli altri socialnetwork, la posta elettronica, i trucchi per aggirare i filtri del regime potessero aiutare l'Onda Verde a superare gli argini dei Pasdaran, dei manganelli e della politica del terrore dei Basiji, oggi - dopo poco più di due settimane - a Teheran e nelle maggiori città iraniane, il clima è cambiato.
Ondate di arresti, internet e vie di comunicazioni quasi sotto controllo, dichiarazioni al mondo da parte del regime che i controlli effettuati sulle schede elettorali hanno confermato il responso delle urne, hanno un po' calmato gli entusiasmi in chi aveva fiducia che la “rivoluzione” di strada e tecnologica potessero portare risultati in un periodo “accettabile”; ma non hanno fermato la volontà di opporsi al regime di Mahmoud Ahmadinejad e della Guida suprema Khamenei.
La studentessa Fatemeh Karimi, che ci ha mandato clandestinamente alcune corrispondenze da Teheran sull'esperienza del movimento degli studenti e soprattutto sul mondo dell'informazione, è riuscita a farci sapere, dopo alcuni giorni di silenzio, di non poter comunicare con noi: telefoni e web sono sotto controllo, molti studenti sono stati arrestati, c'è un clima di paura e di tensione, la parola d'ordine è agire con la massima cautela. Ora si usano di più usa il passaparola, i volantini, si sta cercando di organizzare delle mailing-list sicure. Sia da parte del governo che da parte degli oppositori schiere di hacker sono al lavoro per identificare internauti, per oscurare siti, o per aggirare filtri e trappole.
I Verdi hanno chiesto aiuto all'estero per sabotare il sito di
Keyhan, giornale ultraconservatore, voce del regime. Gruppi di sabotaggio si contano da una parte e dall'altra: con la differenza che chi è dalla parte “sbagliata” rischia la vita o, se va bene, il carcere.
Intanto su Facebook è comparso un lungo documento (firmato “
Il responabile del Gruppo Rivoluzone Verde Alì J.”) con il programma di riorganizzazione del Movimento Verde, decimato dai controlli. Il titolo, tradotto dal persiano è: “
A tutti gli amici: prima di mandarlo a chiunque leggetelo bene tutto: questo è il nostro programma fino a giovedì 9 luglio”.
All'interno alcune raccomandazioni ed esortazioni: «
Attenzione a non essere strumumentalizzati, con la forza e con la presenza di milioni di persone dobbamo vincere i golpisti. (...) Fate girare questo documento più che potete, in qualsiasi modo sicuro (e-mail, di persona o per scritto, non usate assolutamente telefono e sms). A tutti i carissimi che stanno dentro l'Iran chiediamo di aiutarci a creare una mailing list per diffondere i nostri programmi».
Poi si spiega che il documento è redatto a nome di Mousavi, perché lui, essendo probabilmente agli arresti domiciliari, «
non ha ora la possibilità di parlare alla gente attraverso i media ed è sotto pressione per arrendersi e ritirare la denuncia sui bogli elettorali».
Quindi si spiega che la protesta verde viene condotta da «
tre strati di persone. Lo strato alto
: Mousavi, Katami, Karouvi e tutti i capi più noti di questa protesta per la libertà; lo strato medio
: come noi, gruppo rivoluzionario verde, e tutti i gruppi organizzati con uno scopo; lo strato basso
: la gente».
Ogni strato ha un suo compito preciso, e viene raccomandato che sia svolto con scrupolo e cautela:
«Quello “alto
” disporrà il gioco delle pedine (farà la strategia - ndr),
quello “medio
” farà informazione e darà un programma alla gente, quello "basso
" costituirà “gruppi di pressione”, nelle strade la sera, sui tetti... Il primo deve tenere in contatto i gruppi tra sé, il secondo deve controllare il “clima” dello strato basso e quest'ultimo deve trasmettere questa pressione verso gli strati alti».
Infine un appello all'unità: «
Non permettete gli insulti e fate in modo che i gruppi radicali non si infiltrino nella protesta; non c'è c'è differenza tra gruppi, strati sociali, sesso, età, provenienza da città o province, siamo tutti iraniani e ne siamo fieri. Quelli che hanno tanti amici usino Facebook e li invitino a iscriversi al nostro gruppo (Rivoluzione Verde – ndr)
e quelli che non sono su Facebook facciano una mailing list e così possiamo aggiornarci tutti i giorni sull'evoluzione della situazione: l'unità è l'unica scommessa per vincere. Salvate questo comunicato e mandatelo a tutti, fate una stampa e con molta cautela fatela circolare nelle Case degli Studenti, nelle scuole, e nelle strade, nella metro...Adesso non è il momento di aver pazienza. Siate Verdi».
Segue la Lista delle manifestazioni che saranno organizzate a Teheran fino al 9 luglio (e poi quella dei luoghi in cui sono previsti i cortei nelle altre principali città iraniane). Eccola:
- Giovedì 2 luglio, ore 18, piazza Valiasr-Enqlad, Tajrisq;
- Lunedì 6 luglio ore 18 davanti al carcere di Evin;
- Giovedì 9 luglio: «per questa data non fate alcun programma- ci sarà un comunicato importantissimo»
Il documento rprosegue: «
Iraniani all'estero, negli stessi giorni e nelle stesse ore, davanti alle aambasciate». E infine: «Gridare “
Allaho Akbar”, “
Morte al dittatore” e “
Oh Mir Hossein” tutte le sere dalle 21 alle 22,30.
Nella vignetta: Un giovane ferma i tank dell'esercito con un telefonino. Circola su Facebook e richiama la celebre foto dell'uomo che ha fermato i carri armati a Pechino sbarrando loro il passo con un sacchetto della spesa in mano.
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G. San.
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01-07-2009