IRAN: NASCE “LA STRADA” IL PRIMO GIORNALE CLANDESTINO CIRCOLA SOLO IN RETE
Quattro pagine zeppe di notizie che inneggiano al “governo del popolo” e dichiarano “morte alla dittatura”. Con questa nuova corrispondenza da Teheran il racconto della libertà di stampa che riemerge nonostante il pugno di ferro del regime.
Si chiama “La Strada” (Khyaban) ed è il primo giornale iraniano libero, che gira clandestinamente su internet: quattro pagine a colori uscite per la prima volta il 29 Khordad 1388 secondo il calendario persiano, il 19 giugno 2009 per quello gregoriano. Mi è arrivato attraverso le solite vie lentissime e contorte della rete, assieme alle istruzioni per aggirare con un nuovo metodo – cambiano sempre – i sistemi di intercettazione della posta elettronica. In alto a destra, a fianco alla testata, un motto che riempie il cuore di speranza: “Viva il governo del popolo che resiste davanti al golpe, morte alla dittatura”. Il titolo principale dice: “Per proteggere i giovani dopo gli ultimi avvenimenti è stata decisa la chiusura delle case degli studenti”. Negli altri titoli in prima pagina: “L'iran è un bagno di sangue”; “I lavoratori della Irankhodro (che è la più grande industria automobilistica del Paese) sono in sciopero”; “Migliaia di persone hanno marciato a Teheran da Piazza Toobkhaneh a Piazza 7 Tir”; “Nelle province la violenza dei golpisti è all'apice”. Al centro ci sono due foto in cui si vede la porta dell'università di Teheran, dove nei giorni scorsi si erano barricati dentro gli studenti, e un corteo notturno con la gente che fa i falò. Le pagine interne sono piene di notizie, come mai si sono lette in Iran: le violenze dei Basiji sulla popolazione, la chiusura dei giornali, l'appoggio dei parlamentari ai golpisti, le notizie che arrivano dalle province di Kermanshah e di Urumiye, arresti a Isfahan e Mashhad, sit-in di studenti dell'Accademia dell'arte. Ci sono foto di manifestanti che protestano trascinando il corpo di una persona insanguinata, forse ferita, forse morta; e un'intera fotosequenza di infermieri e medici che protestano davanti all'ospedale dove portano tutti i feriti e i cadaveri, mentre nel titolo c'è scritto “Otto martiri”. Qualcosa si sta muovendo, nonostante i controlli. Hanno arrestato i giornalisti, ma la libertà di pensare non riusciranno ad arrestarla. E nemmeno quella di diffondere le notizie evidentemente. Non si sa chi fa questo giornale: forse sono studenti, forse sono giornalisti dell'opposizione sfuggiti alla cattura o dissidenti, non ce lo chiediamo nemmeno. Siamo felici che sia nata una voce libera. Ci sono anche due e-mail: xyaban@gmail.com per chi vuole segnalare qualcosa o mandare informazioni; khyaboon@gmail.com, per chi vuole ricevere il giornale in pdf. Questo vuol dire che i golpisti non sono invincibili.
Fatemeh Karimi, ha iniziato a mandare le sue corrispondenze anche a Repubblica online con la quale il nostro quotidiano L'Agenda News l'ha messa in contatto per allargare la sua testimonianza a un pubblico più numeroso.
Fatemeh Karimi è lo pseudonimo di una studentessa di Teheran che partecipa agli scontri di piazza contro il governo, e che, collegandosi con la redazione del nostro quotidiano attraverso vari e complicati espedienti, cercherà di tenerci informati su quanto sta succedendo in Iran, e soprattutto su come la libertà di stampa, soppressa dal regime, è tenuta in vita dagli studenti, a rischio della vita, attraverso telefonini, lentissimi collegamenti a internet, social network, e corrispondenze clandestine come questa a media occidentali.
IL TG1 PERDE LA FACCBOOK - La pagina di FaceBook del Tg1 è letteralmente assaltata da lettere di critiche, proteste, insulti, lamentele, richieste di dimissioni del direttore: insomma, un uragano di indignazione sul modo di condurre il telegiornale che si abbatte su quella che un tempo era la maggiore e più autorevole testata televisiva nazionale. Ma non solo nessuno risponde sulle pagine del social network, ma nessuno ne da conto in alcun modo ai telespettatori, in barba alla trasparenza, al fatto che si tratta di una tv pubblica, al rapporto fiduciario tra giornale e lettori. Un blogger telefona inutilmente al Tg1 per avere spiegazioni. Ecco il suo emblematico viaggio tra imbarazzi, silenzi, non risposte.
Rimbalzato su YouTube da antefatto/il fatto quotidiano.
DDL ALFANO: SE LO CONOSCI LO EVITI - Il quaderno Unci sui pericoli per la libertà d'informazione e la democrazia del provvedimento del ministro della Giustizia. LA PROPOSTA DI RIFORMA DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI - Il documento approvato dal Consiglio Nazionale a Positano nell'ottobre 2008. WALTER TOBAGI, GIORNALISTA - Antologia di scritti dell'editorialista del Corriere della Sera ucciso dai terroristi. Edizione Associazione Lombarda Giornalisti, di cui era Presidente. GRAZIE FRANCO - Un commosso omaggio al giornalista Franco Carlini, mancato nell'agosto 2007. A cura di Aba News. GIORNATA DELLA MEMORIA DEI GIORNALISTI UCCISI DA MAFIE E TERRORISMO - Presentato dall'Unione Cronisti Italiani nella cerimonia del 3 maggio 2008 in Campidoglio.
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