INFORMAZIONE & POTERE
IRAN: OGGI
HO COMPRATO
I GIORNALI
SOLO MENZOGNE
MENTRE HO PAURA
PER I CORTEI DI DOMANI
Nuova corrispondenza della studentessa che da Teheran ci informa sull'evolversi della situazione: sono rimaste in edicola solo testate legate al regime e, a sorpresa, il giornale "Etemad Melli", che critica aspramente la Tv di Stato. Confessioni estorte con la tortura e registrate vengono mandate in onda mentre il regime attacca Obama e l'Occidente. Intanto riprendono i disordini.
Non riesco a collegarmi ai siti che preferisco per reperire notizie. Qui c'è molta tensione. Sono uscita e ho comprato qualche giornale. Sono scioccata dalla montagna di bugie che scrivono e poi sono convinti che ci beviamo le loro menzogne.
Ho preso
Keyhan, giornale ultraconservatore, che apre con questo titolo: ”
L'onda di sangue di Mir Hossein Mousavi”, per deformare la nostra ''Onda verde''.
Lo accusano di essere egoista e di avere la colpa di tutto, chiamano gli oppositori fuorilegge che incitano la popolazione alla violenza e alla distruzione dei beni pubblici.
Ho preso anche il giornale
Iran legato al presidente golpista Ahmadinejad, e apre con un articolo che elenca ”
Le 24 ragioni per i 25 milioni di voti''.
Sono arrabbiata del fatto che si pavoneggiano dei nostri voti verdi, mi vengono in mente gli slogan e i cartelloni delle manifestazioni che dicevano '
'Il mio voto verde non era il tuo nome nero'' oppure ''
2x2=24 milioni!!!''.
Non leggo neanche le 24 bugie e guardo le altre notizie ''
Due diplomatici britannici espulsi''. Dicono che la Gran Bretagna finanzia i rivoltosi! Prima hanno cacciato i giornalisti stranieri e adesso cacciano anche i diplomatici! La verità è che vogliono isolarci. Ma non riusciranno a isolare la nostra mente e i nostri sogni.
L'ayatollah Ali Khamenei ha detto che Barack Obama deve rispettare il nostro popolo e non deve fare pressioni internazionali. Loro sembrano decisi ad andare avanti, mostrano molta sicurezza.
'
'Il 60% degli arrestati non hanno votato'': questa è la classica accusa che ci rivolgono tutti i giorni: di essere dei traditori manovrati dall'estero. Leggo che nelle carte d'identità delle persone catturate dal regime non ci sono i timbri delle elezioni del 12 giugno. Quanti ne avranno presi, dove saranno?
Ho saputo che durante gli interrogatori usano come arma di ricatto le intercettazioni delle loro telefonate e delle loro mail per estorcere le confessioni.
Alcuni sotto minaccia e torture rilasciano confessioni filmate che poi vengono mandate nella Tv di Stato. Ma chi crederà a queste confessioni?
Hanno arrestato anche i redattori del giornale di Mir Hossein Moussavi, come quelli di tanti altri quotidiani e periodici di opposizione che sono stati chiusi e i redattori sono spariti, incarcerati, finiti nel nulla.
Finalmente apro il mio giornale preferito,
Etemad Melli, che ho ritrovato con stupore in edicola: negli ultimi giorni non l'ho mai trovato. Il titolo principale è la lettera di Mehdi Karrobi al direttore generale della televisione di Stato Zarghami: ''
Siete voi che spingete il popolo verso i media stranieri''.
Karrobi accusa la Tv di Stato di aver dato la possibilità ad Ahmadinejad di parlare e accusare tutti gli altri candidati e dopo le elezioni di non avere dato spazio alla voce della protesta. Ha dato notizie false per giustificare i basiji e la polizia minando la fiducia degli iraniani verso la Tv e di conseguenza anche verso il regime nella sua totalità.
Esorta a dare le notizie in modo imparziale e completa, cosi la gente non sarà costretta a sfidare la legge per informarsi dai media stranieri, cosi tanto accusati di fomentare la protesta.
La Tv oggi è stata scandalosa, non ha dato alcuna notizia. Non la guarderò più e non comprerò più i prodotti pubblicizzati sulle reti radiotelevisive pubbliche: così abbiamo deciso noi del Comitato, e sono giorni che facciamo passaparola.
Se a qualcuno era rimasta un poco di fiducia verso i mezzi di comunicazione, ogni giorno ne perde un pezzo: basta solo guardare e leggere come vengono date le notizie. Ormai viviamo nell'incertezza.
Ieri e oggi sembravano giornate più calme, ma all'improvviso la tensione è ripresa. Giungono voci di disordini, di scontri, di nuovi arresti, ma è per domani la grande paura. Domani sono previste le manifestazioni per commemorare le vittime dei giorni scorsi. Dal governo è giunta la minaccia: nessuno scenda in piazza, è vietata qualunque forma di assembramento pubblico. Temiamo che finisca male. In uno degli ultimi cortei molti ragazzi e ragazze con fazzoletti, bandiere, nastrini verdi sono andati incontro ai poliziotti gridando loro “Proteggeteci”, e avevano dei fiori in mano. Ci sono anche
filmati che sono stati girati con i telefonini e che ora circolano nei nostri blog e nei social network. Alla fine molti avevano l'impressione che fra i militari ci sia chi parteggi con la gente. Forse si spaccano, forse c'è la speranza che molti li abbandonino, si diceva.
Intanto, attraverso i blog abbiamo saputo che le tecnologie che il regime sta usando per soffocare le proteste sul web sono state fornite dalla tedesca Siemens e dalla Nokia finlandese. Questa notizia pare sia stata pubblicata dal
Wall Street Journal: sembra che grazie a questi programmi il governo possa non solo bloccare la rete internet ma anche controllare una ad una le informazioni scambiate. Forse è per questo che da qualche giorno l'adsl non funziona più e ci si può collegare a internet col telefono analogico che è lentissino: con una rete lenta i controlli si posso fare meglio. Secondo lo stesso giornale i navigatori in Iran sono 23 milioni, ma la via principale del web è strettamente controllata.
(
traduzione Katia Merlo)
La vignetta: la Tv iraniana parla di ricette di cucina mentre fuori scoppia la rivolta. Dai blog degli studenti iraniani.
Fatemeh Karimi è lo pseudonimo di una studentessa di Teheran che partecipa agli scontri di piazza contro il governo, e che da oggi, collegandosi con la redazione del nostro quotidiano attraverso vari e complicati espedienti, cercherà di tenerci informati su quanto sta succedendo in Iran, e soprattutto su come la libertà di stampa, soppressa dal regime, è tenuta in vita dagli studenti, a rischio della vita, attraverso telefonini, lentissimi collegamenti a internet, social network, e corrispondenze clandestine come questa a media occidentali. La protesta iraniana passa dalle strade al web. Questi sono gli indirizzi dove si possono reperire foto e filmati e notizie.foto grandi http://shooresh1917.blogspot.com/ - Blog molto aggiornato anche di filmati
http://tehranbroadcast.com/ http://www.flickr.com/photos/fhashemi/sets/72157619758530748/show/ Con foto delle manifestazioni
http://femschool.info/english/http://tehranlive.org/2009/06/17/demonstration-and-protests-to-election-results-the-5th-day/#commentshttp://paulocoelhoblog.com/2009/06/22/iran-by-neda/http://www.facebook.com/mousavi http://twitter.com/PersianKiwi Notizie minuto per minuto
http://www.youtube.com/watch?v=x4ffhDxRHbM http://www.youtube.com/watch?v=TPwswYjjVY0http://www.youtube.com/watch?v=YwKVLwckDYwhttp://andrewsullivan.theatlantic.com/the_daily_dish/http://www.dissentmagazine.org/online.php?id=256 http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/jun/19/iran-election-mousavi-ahmadinejadhttp://www.bbc.co.uk/http://www.voanews.com/english/index.cfm I gruppi su Face Book- Elezioni in Iran: la Rivoluzione Verde!
- Solidarietà degli studenti iraniani
- I Love Teheran!
- I Support Iranians Inside Iran
- Note di Mir Hossein Mousavi
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Fatemeh Karimi
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24-06-2009