IRAN: LA CRONACA SI FA IN RETE, IMPOTENTE LA CENSURA
Youtube, Facebook, blog: in Internet “straripano” le notizie provenienti dall'Iran, che “rimbalzano” direttamente nei giornali di tutto il mondo, mentre Google mette a disposizione un programma di traduzione dal persiano all'inglese e viceversa. A nulla hanno potuto quindi le misure restrittive della libertà di informazione: in occidente circolano le immagini e i racconti della contestazione al regime di Teheran e la sua violenta repressione.
Anche dopo la brutale violenza usata contro i dissidenti, anche dopo la censura di tutti i mezzi di comunicazione, la libertà di informazione è dura a morire. Supportata dal web, infatti, sta vanificando tutti i tentativi di impedire la fuga di notizie sulla contestazione che sta travolgendo il regime di Ahmadinejad. Chiusi i giornali dell'opposizione, espulsi i cronisti stranieri, bloccata la possibilità di ottenere visti di ingresso, il web rimane l'ultima possibilità, all'interno come all'esterno del Paese. E i risultati sono sensazionali: tutte le testate, i telegiornali, i portali di informazione del mondo raccontano degli avvenimenti in Iran, giorno per giorno, anche ora per ora, dimostrando che, con le tecnologie oggi disponibili - grazie al coraggio di giornalisti, studenti, blogger, semplici cittadini - è letteralmente impossibile evitare il propagarsi di notizie fino al punto più isolato del globo. Le immagini e i video ripresi dai cellulari vengono immediatamente spediti su Youtube o sul blog, come anche le cronache dei cortei, delle repressioni, delle dichiarazioni dei leader di governo e dell'opposizione. E i giornali si adattano: diventano essi stessi dei “ponti” per la divulgazione, soprattutto sul web. Sono aggiornati in tempo reale, anche di minuto in minuto, riportano moltissimi filmati caricati su Youtube direttamente dagli iraniani, hanno a disposizione migliaia di informazioni e riescono così a sfondare il muro del regime. Ad esempio The Huffington Post, The Guardian, The New York Times hanno messo a disposizione i loro blog. In Italia il portale di informazione Blitz Quotidiano è costantemente aggiornato, come anche il sito del Corriere della Sera. Il Secolo XIX di oggi è riuscito a pubblicare il resoconto di una rappresentante del Comitato degli Studenti, sostenitore del Pmoi, partito d'opposizione tra i più attivi. Sotto lo pseudonimo di Sara Ahmadi, la giovane parla di «regime medievale», chiede «elezioni controllate da funzionari dell'Onu», denuncia «l'inasprimento della repressione». «Ieri sono uscita in strada – racconta Sara Ahmadi – e ho visto corpi ovunque». Anche Google si mobilita: ha messo a disposizione un programma in grado di tradurre blog e messaggi dal persiano all'inglese e viceversa, e ha dichiarato esplicitamente che l'intento è quello di «aumentare l'accesso all'informazione» in un momento critico come quello della crisi iraniana. I censori tuttavia – che hanno chiuso giornali e Tv di opposizione lasciando attivi solo quelli governativi - non stanno a guardare: il web è anche utilizzato per smentire le notizie dei dissidenti e per divulgare false informazioni. Si sta scatenando insomma una vera e propria guerra sul terreno dell'informazione e il campo da gioco più importante è proprio internet. La rete sta assumendo un ruolo determinante nella battaglia dell'Onda Verde: sta costringendo lo stesso Presidente Ahmadinejad ad affrontare il giudizio dell'opinione pubblica mondiale.
IL TG1 PERDE LA FACCBOOK - La pagina di FaceBook del Tg1 è letteralmente assaltata da lettere di critiche, proteste, insulti, lamentele, richieste di dimissioni del direttore: insomma, un uragano di indignazione sul modo di condurre il telegiornale che si abbatte su quella che un tempo era la maggiore e più autorevole testata televisiva nazionale. Ma non solo nessuno risponde sulle pagine del social network, ma nessuno ne da conto in alcun modo ai telespettatori, in barba alla trasparenza, al fatto che si tratta di una tv pubblica, al rapporto fiduciario tra giornale e lettori. Un blogger telefona inutilmente al Tg1 per avere spiegazioni. Ecco il suo emblematico viaggio tra imbarazzi, silenzi, non risposte.
Rimbalzato su YouTube da antefatto/il fatto quotidiano.
DDL ALFANO: SE LO CONOSCI LO EVITI - Il quaderno Unci sui pericoli per la libertà d'informazione e la democrazia del provvedimento del ministro della Giustizia. LA PROPOSTA DI RIFORMA DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI - Il documento approvato dal Consiglio Nazionale a Positano nell'ottobre 2008. WALTER TOBAGI, GIORNALISTA - Antologia di scritti dell'editorialista del Corriere della Sera ucciso dai terroristi. Edizione Associazione Lombarda Giornalisti, di cui era Presidente. GRAZIE FRANCO - Un commosso omaggio al giornalista Franco Carlini, mancato nell'agosto 2007. A cura di Aba News. GIORNATA DELLA MEMORIA DEI GIORNALISTI UCCISI DA MAFIE E TERRORISMO - Presentato dall'Unione Cronisti Italiani nella cerimonia del 3 maggio 2008 in Campidoglio.
Aba Comunicazione Srl - Viale Sauli, 5/4 – 16121 Genova
C.F. / R.I. GE / P. Iva 03786450100 - REA Ge 379407 Cap. Soc. € 10.400,00