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L'Agenda News - Anno V, N. 500 - Lunedì 04 Maggio 2009
Dal lunedì al venerdì
INFORMAZIONE

LIBERTÀ DI STAMPA:
L'ITALIA RETROCEDE
E DIVENTA “PARTLY FREE”
Secondo il Rapporto 2009 di Freedom House, l'organizzazione Usa fondata da Eleanor Roosevelt che monitora 195 Nazioni, il nostro Paese è passato tra quelli “parzialmente liberi” soprattutto a causa «della concentrazione dei media nelle mani di un solo magnate, caso unico al mondo», del continuo ricorso alle denunce per diffamazione a carico dei giornalisti e di leggi che colpiscono chi fa informazione. Primi Islanda, Finlandia, Norvegia, Danimarca e Svezia. Noi scaliamo al 71° posto.

La libertà di stampa sembra radicata soprattutto nel nord Europa e nei Paesi scandinavi: Islanda, Finlandia, Norvegia, Danimarca e Svezia occupano infatti le prime cinque posizioni mondiali. I peggiori sono invece Corea del Nord, Turkmenistan, Birmania, Libia, Eritrea e Cuba. L'Italia per la prima volta passa da Paese “libero” (free) a “parzialmente libero” (partly free), unico caso nell'Europa Occidentale insieme alla Turchia.
È quanto emerge dal Rapporto 2009 di Freedom House, l'organizzazione autonoma fondata da Eleanor Roosevelt, con sede negli Usa, che si pone come obiettivo la promozione della libertà nel mondo ed esamina la libertà di stampa in 195 Paesi dal 1980.
Sull'Italia i parametri che hanno giocato contro sono diversi e tutti di peso.
«I motivi della nostra decisione – ha sintetizzato alle agenzie Karin Karlekar, la ricercatrice che ha guidato lo studio - sono legate al fatto che la libertà di parola è stata limitata da nuove norme, dai tribunali, dall'aumento del ricorso alla legge e alle denunce per diffamazione, e anche all'aumento di intimidazioni fisiche ed extralegali da parte sia del crimine organizzato, sia di gruppi di estrema destra. Ma nella concentrazione della proprietà dei media sta la causa principale del nostro voto e il problema principale dell'Italia, da questo punto di vista, è rappresentato dalla figura del premier Silvio Berlusconi: la concentrazione dei media nelle mani di un solo magnate è un caso unico al mondo ed è un nodo urgente da affrontare».
Freedom House riconosce che, in generale, in Italia «la libertà di parola e di stampa sono costituzionalmente garantite e generalmente rispettate, nonostante la concentrazione della proprietà dei media». Ma rispetto alla legge Gasparri, la Fondazione fa proprie le critiche di chi sostiene che introduce norme che favoriscono l'attuale presidente del Consiglio.
Molti gli esempi citati nel Rapporto 2009 di Freedom House per ogni affermazione/rilevazione: dai processi per diffamazione a carico di giornalisti critici col potere (uno tra tutti Marco Travaglio) fino al controllo dei media da parte di Berlusconi (Mediset, Rai in quanto capo del governo, mentre la crisi di La7 non consente la creazione di un vero terzo polo Tv).
Tra i Paesi europei, arretramento significativo anche per la Grecia, che – quartultima nell'Europa Occidentale - precede l'Italia di una sola postazione, ma riesce a mantenere almeno la valutazione “free”, preceduta, a parità di giudizio, da Malta, Francia e Cipro. Nella classifica generale l'Italia è al 71° posto, a pari merito con Benin e Israele (tutti e tre primi “partly free” della tabella). Dietro ci sono Corea del Nord, Turkmenistan, Birmania, Libia, Eritrea.
Al primo nell'Europa Occidentale (e anche in assoluto) l'Islanda, seguita da Finlandia e Norvegia (secondi), Danimarca e la Svezia, che sono tra i primi anche nella classifica generale, che tra i Paesi non europei vede Nuova Zelanda e Repubblica di Palau, all'undicesimo posto a pari merito con il Liechtenstein. Gli Stati Uniti sono collocati solo al ventiquattresimo posto, a pari merito con la Repubblica Ceca e la Lituania (tra i Paesi che godono di una libera stampa).
Ma la situazione europea, a parte il significativo deterioramento della situazione italiana, è decisamente positiva rispetto ad altre aree del mondo. Jennifer Windsor, direttore esecutivo di Freedom House: «La professione giornalista è attualmente alle corde e sta lottando per rimanere in vita, stremata dalle pressioni dei governi e di altri potenti soggetti e dalla crisi economica globale. La stampa è la prima difesa della democrazia e la sua vulnerabilità ha enormi implicazioni per la sua tenuta se i giornalisti non sono in grado di tener fermo il loro tradizionale ruolo di controllori dei poteri».
Garantiscono attualmente la libertà di stampa solo poco più di un terzo dei 195 Paesi esaminati: è classificato “free” solo il 36% del campione, ovvero solo 70 Stati. Sessantuno (il 31%) sono “parzialmente liberi” e 64 (il 33%) “non liberi”. Secondo il Rapporto, solo il 17% della popolazione mondiale vive in Paesi che godono di una stampa libera.
Situazione decisamente peggiorata anche nell'Est asiatico, mentre si parla di «vere e proprie intimidazioni nei confronti della stampa libera» per alcuni Paesi dell'ex Unione Sovietica, del Medio Oriente e del Nord Africa. Le Maldive sono passate dalla categoria “not free” alla “free” per l'adozione di una nuova Costituzione che protegge la libertà di manifestazione del pensiero, e al rilascio di un giornalista detenuto.
Peggioramenti si sono registrati invece in Cambogia (“non libera”), dove sono aumentate le forme di intimidazione e di violenza nei confronti dei giornalisti; a Hong Kong (“parzialmente liberi”) a causa delle eccessive forme di pressione esercitate dalla Cina, a Taiwan e nella stessa Cina; in Bulgaria, Croazia, Bosnia e Russia; in Israele, dove le pressioni sui giornalisti sono fortemente aumentate nel corso dell'ultimo conflitto a Gaza; in Senegal e Madagascar; in Messico, Bolivia, Ecuador, Guatemala e Nicaragua.

Redazione
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04-05-2009
Rosanna Benzi, una Giusta alla Settimana dei diritti
Va avanti il progetto didattico legato al libro "Il mondo di Rosanna Benzi" pubblicato da Abalibri e dedicato alla donna vissuta per 29 ani in un polmone d'acciaio a Genova, paladina dei diritti dei disabili e degli emarginati in occasione dei 2o anni della sua scomparsa. Nel video, la presentazione del volume avvenuta, nell'ambito della Settimana dei diritti dedicata ai Giusti dal Comune di Genova, il 12 luglio 2011. Nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi sono intervenuti l'autore Saverio Paffumi, giornalista e scrittore, che negli anni '80 aveva scritto con Rosanna i due libri ripubblicati nel nuovo volume (Il Vizio di vivere e Girotondo in una stanza) assieme a
un'ampia parte inedita; il giornalista ed editorialista Franco Bomprezzi, delegato coordinatore delle politiche per la disabilità per il Comune di Milano dal sindaco Pisapia; l'assessore alla cultura genovese Andrea Ranieri; il presidente dell'associazione Gli Altri Fondata dalla Benzi, Luciano Seddaiu; la giornalista dello staff del TG1 Giovanna Rossiello, conduttrice della rubrica "Fa la cosa giusta" all'interno di Unomattina. Moderatore il giornalista Gianfranco Sansalone, direttore editoriale di Abalibri. Alcuni brani del libro sono stati letti da studentesse del laboratorio teatrale dell'Istituto Bergese e del Liceo King di Genova.
FNSI
LETTI SU CARTA / Recensioni libri
rightSappiamo cosa vuoi. Chi, come e perché ci manipola la mente
Martin Howard, Roma, 2005, Minimum fax, 185 pagg. 13 euro recensione di Giorgio Boratto

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rightIl Partito Democratico e il rifiuto di Hans Bidermann
JACOPO SCHETTINI GHERARDINI, Milano, Ed. Odissea, 2009, 212 pp, 15 euro. recensione di Giorgio Boratto

rightA farla breve - La seconda raccolta dei Lanternini
ENZO COSTA, Genova, Fratelli Frilli Editori, gennaio 2009, 96 pp., 6 euro. recensione di Gianfranco Sansalone

rightParola di testimonial
ALESSANDRO AQUILIO, Milano, Lupetti editore, settembre 2008, 238 pp. recensione di Silvia Pizzorno


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DDL ALFANO: SE LO CONOSCI LO EVITI - Il quaderno Unci sui pericoli per la libertà d'informazione e la democrazia del provvedimento del ministro della Giustizia.
LA PROPOSTA DI RIFORMA DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI - Il documento approvato dal Consiglio Nazionale a Positano nell'ottobre 2008.
WALTER TOBAGI, GIORNALISTA - Antologia di scritti dell'editorialista del Corriere della Sera ucciso dai terroristi. Edizione Associazione Lombarda Giornalisti, di cui era Presidente.
GRAZIE FRANCO - Un commosso omaggio al giornalista Franco Carlini, mancato nell'agosto 2007. A cura di Aba News.
GIORNATA DELLA MEMORIA DEI GIORNALISTI UCCISI DA MAFIE E TERRORISMO - Presentato dall'Unione Cronisti Italiani nella cerimonia del 3 maggio 2008 in Campidoglio.

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