MAGDY EL SAFEE IL PROCESSO “METRO” RINVIATO AL CAIRO PER IL 18 APRILE
L'autore egiziano e il suo editore Mohammed Sharqawi rischiano 2 anni di carcere per “offese alla pubblica decenza”, ovvero per le parolacce usate dai protagonisti della storia, ma di uso quotidiano da parte di tutti. I giudici del tribunale criminale hanno accettato di far giudicare l'opera da una commissione di critici d'arte. In aula, in segno di solidarietà, alcuni intellettuali di grande prestigio.
Il disegnatore egiziano Magdy el Shafee e il suo editore Mohammed Sharqawi, titolare della “Malamih”, torneranno il prossimo 18 aprile davanti al tribunale criminale Misdemeanor di Piazza Abdeen al Cairo. Sabato 4 aprile infatti, la corte ha aperto e poi rinviato l'udienza che li vede accusati di “pubblicazione contraria alla pubblica decenza” - che prevede fino a due anni di carcere - per la diffusione del primo romanzo di graphic novel mai uscito in Egitto. Quel “Metro” scritto, sceneggiato e disegnato da Magdy - bravo pittore ispirato da Hugo Pratt all'arte del fumetto - e poi messo in commercio da Sharqawi, che racconta la storia di una rapina, ma soprattutto della vita reale, descritta col linguaggio di tutti i giorni. Proprio quello che la polizia ha ravvisato contrario alla decenza e che l'organizzazione per i diritti umani che opera in Egitto ha rilevato che «viene usata regolarmente da tutti, compresi gli ufficiali di polizia» che hanno sequestrato il romanzo, arrestato l'editore e chiesto il carcere per Magdy. All'udienza di sabato in tribunale c'erano fra gli altri anche Sun Allah Ibrahim, uno dei più importanti scrittori egiziani, e Basim Sharaf, giovane autore teatrale di grande successo, mentre a livello internazionale il coraggioso appello lanciato da Magdy (“NO for metro confiscation and trial, Support freedom of arts and expression") si è diffuso in rete (in Italia è stato rilanciato dal nostro quotidiano e linkato da diversi siti e blog) ed è stato ripreso da testate di diversi Paesi arabi ed europei. Davanti alla corte, Magdy el Shafee ha difeso il suo diritto di espressione, riprendendo il concetto - già sostenuto dalle organizzazioni per i diritti umani - che l'arte va giudicata dai critici e non dai tribunali e alla fine i giudici hanno deciso di aggiornarsi affidando a una commissione di artisti e critici d'arte il giudizio sul fumetto. Un passo avanti che può mettere in imbarazzo la polizia, dalla quale è partita la decisione della perquisizione della casa editrice, del sequestro delle copie del libro e del suo ritiro dal commercio, dell'arresto dell'editore (che ha denunciato di aver subito torture). «Il 18 aprile - ci ha detto Magdy - bisognerà alzarsi presto, perché qui in Egitto la giornata inizia tardi. La mobilitazione non deve cessare. Bisognerà essere presenti in massa al processo perché si sta facendo una battaglia molto importante per la libertà di espressione». Poi ringrazia tutti quanti gli hanno manifestato solidarietà a livello nazionale, e cita il nostro quotidiano, diversi giornalisti europei e americani e alcuni siti che lo hanno sostenuto http://marwarakha.blogspot.com/2009/03/trial-of-magdy-el-shafee-and-mohamed-el.html http://www.facebook.com/note.php?note_id=74149773409&ref=mf http://www.thedailynewsegypt.com/article.aspx?ArticleID=20772 http://www.wordswithoutborders.org/?post=ShafeeTrial http://www.afnews.info/public/afnews/2009/04/appello-per-magdy-el-shafee.html
IL TG1 PERDE LA FACCBOOK - La pagina di FaceBook del Tg1 è letteralmente assaltata da lettere di critiche, proteste, insulti, lamentele, richieste di dimissioni del direttore: insomma, un uragano di indignazione sul modo di condurre il telegiornale che si abbatte su quella che un tempo era la maggiore e più autorevole testata televisiva nazionale. Ma non solo nessuno risponde sulle pagine del social network, ma nessuno ne da conto in alcun modo ai telespettatori, in barba alla trasparenza, al fatto che si tratta di una tv pubblica, al rapporto fiduciario tra giornale e lettori. Un blogger telefona inutilmente al Tg1 per avere spiegazioni. Ecco il suo emblematico viaggio tra imbarazzi, silenzi, non risposte.
Rimbalzato su YouTube da antefatto/il fatto quotidiano.
DDL ALFANO: SE LO CONOSCI LO EVITI - Il quaderno Unci sui pericoli per la libertà d'informazione e la democrazia del provvedimento del ministro della Giustizia. LA PROPOSTA DI RIFORMA DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI - Il documento approvato dal Consiglio Nazionale a Positano nell'ottobre 2008. WALTER TOBAGI, GIORNALISTA - Antologia di scritti dell'editorialista del Corriere della Sera ucciso dai terroristi. Edizione Associazione Lombarda Giornalisti, di cui era Presidente. GRAZIE FRANCO - Un commosso omaggio al giornalista Franco Carlini, mancato nell'agosto 2007. A cura di Aba News. GIORNATA DELLA MEMORIA DEI GIORNALISTI UCCISI DA MAFIE E TERRORISMO - Presentato dall'Unione Cronisti Italiani nella cerimonia del 3 maggio 2008 in Campidoglio.
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