Sappiamo cosa vuoi. Chi, come e perché ci manipola la mente Martin Howard, Roma, 2005, Minimum fax, 185 pagg. 13 euro
recensione di Giorgio Boratto
Il libro “Sappiamo cosa vuoi” uscito nel novembre del 2005, è sempre attualissimo. Anzi quello che spiega è usato quotidianamente dai venditori e dai governi per influenzare la nostra mente. In una società sempre più dominata dal mercato, dalla pubblicità e dalla disinformazione, la battaglia per controllare la nostra mente è continua.
Martin Howard, australiano di Brisbane, è uno studioso esperto di mass media che ha lavorato per oltre quindici anni nel settore del marketing e della pubblicità e con il suo libro vuole indicare al pubblico percorsi per uscire dai condizionamenti e per recuperare il potere di decidere per noi stessi. Su books-Google è disponibile un'ampia anteprima in edizione originale. anteprima in edizione originale. Chi conosce l'inglese potrà leggere sulla Rete diversi capitoli e comprendere molti metodi usati per manipolarci. Ispirato dal bestseller americano Coercion, di Douglas Rushkoff, il volume di Martin Howard spiega per la prima volta le tecniche più usate per il controllo della nostra mente, per influenzarci senza il nostro consenso e insinuarsi in cinque aree fondamentali della nostra vita: quelle del consumo, personale, degli eventi, informativa e l’area virtuale.
Il libro si struttura in numerose schede che spiegano in modo semplice tutte le manipolazioni e le tecniche più avanzate, ad esempio quella di farci acquistare dei prodotti nonostante la nostra reale volontà. Personalmente ho sempre avuto un certo scetticismo sulla capacità altrui di manipolare la mia mente; ho pensato spesso che la responsabilità delle scelte alla fine sono sempre nostre... Leggendo invece questo lavoro, confesso di essermi ricreduto: la manipolazione è un'arte sottile che si impossessa dei meccanismi della nostra mente e la fa andare dove vuole l'altro. Le tecniche di vendita, ad esempio, possiamo capirle ogni volta che entriamo in un negozio e osserviamo come un abile venditore ci fa comprare qualcosa che corrisponde a quello che ha deciso lui. Per questo ritengo il testo di Howard un valido strumento che aiuta a mantenere l'autonomia di pensiero in un mondo sempre più dominato dal mercato e dalla pubblicità che ci vuole consumatori acritici.
Alcuni esempi: il medico di famiglia è davvero obiettivo quando prescrive un medicinale? Chi sceglie le notizie che leggiamo? Come funzionano i seminari motivazionali? Come fanno le grandi multinazionali a impossessarsi dei dati contenuti nel computer dei navigatori? Come fanno le sette a reclutare gli adepti? Che cos'è il viral marketing e quali insidie si nascondono nei videogiochi? Questi sono alcuni interrogativi ai quali Martin Howard, con “Sappiamo cosa vuoi”, fornisce risposte mettendo a nudo gli stratagemmi che si nascondono nella comunicazione.
Un settore che ci riguarda da vicino è quello dei media, ovvero l'ampio campo dell'informazione composto da giornali, televisioni, radio, riviste, webmagazine, portali di comunicazione, ecc. Cosa succede a tutti quei miliardi di notizie che milioni di giornalisti, corrispondenti e informatori inviano quotidianamente da tutto il mondo alle loro testate di riferimento? Un primo filtro viene operato dalle agenzie, che condizionano non poco l'infornazione mondiale. Poi, l'enorme massa di notizie che giunge ai vari media viene selezionata e confezionata dai responsabili dei vari canali informativi in base a quello che “da loro” è ritenuto più importante; e queste andranno a riempire un “pacchetto” composto da notizie davvero importanti, notizie spazzatura e messaggi più o meno pubblicitari. E noi utenti, con questi “pacchetti” ci informiamo e ci formiamo le nostre opinioni... Finché non saremo in grado di conoscere i meccanismi della notizia, i confezionatori dei “pacchetti” ci porteranno a formarci e ad esprimere opinioni non nostre. Rendere consapevoli i cittadini è quindi di grande aiuto per impugnare le forbici e tagliare i fili, o quanto meno abituarsi a mettere a confronto più mezzi di informazione, per trovarsi più liberi e in una società più giusta.
IL TG1 PERDE LA FACCBOOK - La pagina di FaceBook del Tg1 è letteralmente assaltata da lettere di critiche, proteste, insulti, lamentele, richieste di dimissioni del direttore: insomma, un uragano di indignazione sul modo di condurre il telegiornale che si abbatte su quella che un tempo era la maggiore e più autorevole testata televisiva nazionale. Ma non solo nessuno risponde sulle pagine del social network, ma nessuno ne da conto in alcun modo ai telespettatori, in barba alla trasparenza, al fatto che si tratta di una tv pubblica, al rapporto fiduciario tra giornale e lettori. Un blogger telefona inutilmente al Tg1 per avere spiegazioni. Ecco il suo emblematico viaggio tra imbarazzi, silenzi, non risposte.
Rimbalzato su YouTube da antefatto/il fatto quotidiano.
DDL ALFANO: SE LO CONOSCI LO EVITI - Il quaderno Unci sui pericoli per la libertà d'informazione e la democrazia del provvedimento del ministro della Giustizia. LA PROPOSTA DI RIFORMA DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI - Il documento approvato dal Consiglio Nazionale a Positano nell'ottobre 2008. WALTER TOBAGI, GIORNALISTA - Antologia di scritti dell'editorialista del Corriere della Sera ucciso dai terroristi. Edizione Associazione Lombarda Giornalisti, di cui era Presidente. GRAZIE FRANCO - Un commosso omaggio al giornalista Franco Carlini, mancato nell'agosto 2007. A cura di Aba News. GIORNATA DELLA MEMORIA DEI GIORNALISTI UCCISI DA MAFIE E TERRORISMO - Presentato dall'Unione Cronisti Italiani nella cerimonia del 3 maggio 2008 in Campidoglio.
Aba Comunicazione Srl - Viale Sauli, 5/4 – 16121 Genova
C.F. / R.I. GE / P. Iva 03786450100 - REA Ge 379407 Cap. Soc. € 10.400,00